Come ti svuoto il conto di PayPal

Postato il Aggiornato il

di Andrea Monguzzi

L’altro giorno arriva una mia cliente in ufficio, notebook sotto il braccio e problema in tasca.

Ha avuto la malaugurata idea di spegnere il portatile mentre Windows 10 era preso con un aggiornamento lunghissimo, e diceva chiaramente: “Mi raccomando, non spegnermi finché non ti dico di aver finito!”

Ovviamente, come quando si dice ai bambini di non fare una cosa, dovendo andare a dormire decide di spegnere tutto “col bottone”, e non ci pensa più fino al sopraggiungere del sole, l’indomani.

Strano a dirsi, ma alla riaccensione la macchina non parte più e comincia a segnalare millemila errori. Ed eccola palesarsi dinnanzi a me.

Chiedo se per l’accensione serva una password.

Mi dice di sì, e che la trovo scritta su delle etichette che sono appiccicate un po’ su tutto il portatile.

Quanta pazienza…

“Guarda, non è saggio tenere le password attaccate al portatile…”

Al che mi segnala anomalie con la posta elettronica di Gmail. Mail che spariscono, mail che compaiono…

“Guarda, io cambierei la password. Nel dubbio, male non fa”.

Mi chiede se posso pensarci io.

“Mi serve la password vecchia, altrimenti non posso”

Mi dice che non ricorda la password vecchia e che il PC la inserisce da solo…

Ed ecco che facendola parlare un po’ emerge che l’account lo usa associato a PayPal, che la password è sempre qualcosa legata ai famigliari (nomefiglio+nomefiglia, nomemarito+nomefiglio, suonome+nomemarito…)

Mi viene da piangere.

Mi dice anche che su PayPal ha notato delle anomalie. Siccome ottiene dei pagamenti, si è accorta che ad un certo punto è comparsa una carta PostePay associata al suo account e qualcuno trasferiva i fondi da PayPal alla suddetta carta.

L’hanno fatto diverse volte prima che lei capisse che c’era questa PostePay e andasse a sporgere denuncia.

Qualche centinaio di euro fatti sparire senza lasciare traccia.

Posso solo immaginare a chi sia intestata la carta. Probabilmente a qualcuno che dorme alla fermata della metro di Lampugnano…

Ora, dimmi pure che ho rotto le palle ripetendo sempre le stesse cose, ma finché continueranno a verificarsi casi del genere davanti ai miei occhi, io insisterò come se non ne avessimo mai parlato.

Quando sei online:

  • Non devi mai scrivere le password su foglietti, etichette o tatuaggi;
  • Le password non devono contenere nomi di persone a te care, e nemmeno quelli di gente che ti sta sul cazzo;
  • Non devono essere nemmeno date di nascita di figli, cugini, nipoti o personaggi storici, compresa quella del capitano Kirk;
  • No, non va bene nemmeno nome + data;
  • Non devi usare la stessa password per più servizi;
  • Se hai scelto una password perché te la ricordi facilmente, probabilmente non va bene e dovresti cambiarla subito;
  • Se riesci a pronunciarla non va bene.

Insomma, cerchiamo di chiarirci, una volta per tutte:

hY5$oL^sv?ì#K1q

è una password coi controcazzi.

Martina2009

Al contrario, se hai una figlia che si chiama Martina e ha 7 anni, questa password è una minchiata. Se invece tua figlia si chiama Alessia e ha 15 anni, la password precedente è comunque una minchiata.

Viviamo in un mondo digitale, interconnesso, a banda larga. E’ un mondo bellissimo, ma è sicuro quanto un pollaio per una volpe, in presenza di un allevatore armato. Ora, puoi scegliere di diventare furbo ed entrare nel pollaio mentre il fattore dorme, oppure vivere con la consapevolezza che ogni giorno è un giorno in più.

Per me la gran figata è che, vada come vada, potrò sempre chiudere con un bel: “Te l’avevo detto!”

Vuoi contattarmi? inviami una richiesta di contatto su LinkedIn, usando la mia mail a.monguzzi@andreamonguzzi

https://www.linkedin.com/pulse/come-ti-svuoto-il-conto-di-paypal-andrea-monguzzi?trk=prof-post

223f46bAndrea Monguzzi

Da oltre 18 anni affianco Aziende e Professionisti per problemi legati a sistemi informatici, backup e ripristino dati

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