4 modi con cui gli MSP possono creare ‘più’ valore

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Dal blog di SolarWinds MSP 4 consigli utili

1. Abbandonate  l’etichetta di esperti IT: siate i CIO

2. Personalizzate i vostri servizi  e forniteli come promesso 

3. Attenzione alle tempistiche

4. Siate partecipi, e responsabili, del successo del vostro cliente

https://www.channele2e.com/2016/06/28/four-ways-for-msps-to-create-greater-business-value/?utm_content=buffer6838c&utm_medium=social&utm_source=facebook.com&utm_campaign=buffer

 

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Prevenire è meglio che curare

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di Paolo Confalonieri

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Esiste la sicurezza assoluta? Assolutamente no.

Ma dobbiamo mettere in sicurezza le nostre reti, creando configurazioni di sicurezza che prevengano, analizzino e reagiscono alle minacce. Questi tre layer di protezione non sono “opzionali” e sono indispensabili per ottenere una ragionevole sicurezza.

Il primo passo è creare la difesa perimetrale è il primo passo, per impostare questa configurazione di Sicurezza.

I tre elementi fondamentali di questo Layer sono:

1. Mail Security  è il primo veicolo di infezioni informatiche. Considerato ormai quasi una commodity nelle architetture informatiche rischia forse di essere preso alla leggera. Adottare e offrire un servizio di protezione mail di alto livello è il primo passo obbligato per mettere in sicurezza la rete.

2. Protezione della navigazione Internet nasconde sempre più minacce, navigare senza uno strumento di controllo è un rischio che una azienda non può permettersi di correre.

3. Patch managementPer completare una configurazione minima di sicurezza perimetrale è essenziale uno strumento per il patch management. Tenere allineati gli aggiornamenti degli applicativi permette di evitare minacce costruite su bug noti di versioni non aggiornate.

Solarwinds MSP ha gli strumenti per mettere in sicurezza le aziende dei vostri clienti. Se non utilizzate queste funzionalità, cercate di inserirle in un pacchetto di sicurezza preventiva e offritelo ai vostri clienti. In questo modo riuscirete a fare cross selling dando più valore al vostro servizio, in attesa di inserire gli altri due layer di Analisi e Reazione.

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Paolo Confalonieri
Product Manager Security & Cloud Computing

Ready Informatica

2016 Cyber Attacks Statistics

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Pubblicati i dati statistici aggregati di tutti gli eventi del 2016 raccolti da Hackmageddon . Il rapporto raccoglie i maggiori cyber events scelti fra quelli pubblicati da open sources  (come blogs o siti di news).

http://www.hackmageddon.com/2017/01/19/2016-cyber-attacks-statistics/

 

Sicurezza : dal buonsenso alla intelligenza artificiale

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Una email aperta inavvertitamente e il ransomware che contagia tutta la rete, o una sua porzione; un dipendente licenziato o che semplicemente abbandona l’azienda portandosi via i dati dei clienti. Un computer dimenticato sul treno privo di password, o ancora meglio uno smartphone abbandonato e sottratto.

Sono questi i livelli di minaccia percepiti all’interno di un’azienda? Capite bene che se questa è la percezione di pericolo bastano pochi ritocchi al modello base antivirus+ firewall.

Questo approccio semplificato, aiuta a rendere chiaro quanto è lontana la sicurezza al comun denominatore con la partita che si sta giocando nel mondo della cyber security. Intelligenza artificiale, machine Learning etc.

Alzi la mano chi conosce gli zero days exploits? In una sala di ‘resellers’ forse la metà della sala alzerebbe la mano. Eppure è questa la minaccia più complessa con cui si ha a che fare da lungo tempo.

Sono convinto che in materia di sicurezza introdurre un layer per volta nella nostra offerta (prodotto, punto di protezione) sia perdente. Con questo sostantivo si indica non il mancato ordine, ma l’incapacità di ‘vincere’ il cliente, e di ‘stare fuori’ dai suoi processi produttivi.

Anni fa ogni azienda di canale coniugava nelle valutazioni sul proprio destino, la parola magica servizi. E in effetti, sono proprio i servizi che oggi tengono in attivo i bilanci  della gran parte dei circa 7 mila players di canale del mondo dell’IT in Italia. Ma la parola magica del prossimo futuro dovrà essere ‘consulenza’.

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Il moloch del cambiamento che ha già travolto la forza vendita (i tuttologi,  diventano esperti di relazione) e ancora di più il marketing (se non sei sui social non esisti) investono ancora di più il mondo degli MSP.

Il 2017 è l’anno dell’Intelligenza Artificiale dicono tutti gli Istituti di Ricerca e Analisi. A onor del vero lo si diceva anche nel 2016 ma la strada è tracciata. La elevata capacità di analisi consentirà innanzi tutto, in materia di sicurezza, di elevare la capacità di identificare vulnerabilità, creare patch, prima che su questa vulnerabilità vengano sviluppati malware venduti sul mercato nero.

Anni fa, ma ahimè molti, il modo più sicuro per ‘conquistare’ il cliente era quello di far’ girare’ un antivirus sulle sue macchine. Se privo di protezione con molta probabilità il cliente aveva alcuni virus al proprio interno, magari dormienti, e il gioco era fatto.

Tempi della preistoria ormai ma la strada resta la stessa. Dimostrare al cliente sul campo, into the wild, l’efficacia delle proprie conoscenze. In verità una difesa basata su antivirus e firewall è poco più di un paletto messo davanti alla porta della propria azienda. La posta elettronica e il web sono grandi protagonisti, alla pari dei social. Gli antivirus con i ransomware hanno segnato la definitiva resa dell’idea iniziale della protezione dovuta al controllo dei pacchetti in entrata.

La rete va esaminata nei suoi comportamenti, il patching deve essere effettuato quello sì con zero days. Le informazioni, i dati aziendali vanno classificati. Le policy adeguate ai processi produttivi.

La scelta del Cloud con la offerta di expertise collegata sembra ineludibile.

Per il MSP se proprio il mestiere del Dottore non fa parte del suo DNA, il dovere di fare check costanti alla vita dei dati della propria azienda cliente è un dovere : un servizio primario da elargire.

Di quale soluzione di sicurezza si parla se non si conoscono non solo i mal di pancia, ma lo stato di salute complessiva delle reti a noi affidate?

A quel punto letta e dimostrata l’efficacia dell’intelligenza artificiale applicata al mondo della piccola impresa, si saprà valorizzare il proprio ruolo nell’IT di domani.

viaroma-facing    Giovanni Zanasca

Solarwinds MSP Italian Blog contributor

Utilizzo del Take Control da App Mobile (MSP RMM)

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Di Andrea Russi

Un tecnico sa che il proprio cliente lo chiamerà in qualsiasi momento. Non c’è tempo per rientrare in ufficio, non ha il PC con se… ed il problema è bloccante!!! Sul treno o in pausa pranzo oppure quando è in macchina: il tecnico deve potersi collegare al PC del cliente nel modo più veloce e semplice possibile.

Bastano 2 click!

L’app MSP RMM di Solarwinds per smartphone e tablet (Apple iOS e Google Android) è in grado di mostrare tutti i server e workstation online dei clienti e dà la possibilità di collegarsi remotamente tramite la funzionalità di Take Control.

L’app mobile supporta entrambi i motori Take Control.

 

Team Viewer

 

teamviewer-2NB: Non gestisco nessuna ID e password a differenza di come avviene per il tradizionale Team Viewer.

 

MSP Anywhere

 

 

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Oltre al Take Control, dall’app mobile possiamo visualizzare l’inventario Hardware e Software dei device, il risultato dall’esecuzione dei controlli e delle attività, aggiungere note e le LogicCards.

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Andrea Russi  Cloud & Security Engineer

Ready Informatica SRL

SOLARWINDS MSP offre feature di accesso remoto a devices Mac potenziando le sue feature di ‘take control’

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DURHAM, North Carolina – January 10, 2017SolarWinds MSP, a global leader in delivering comprehensive, scalable IT service management solutions to MSPs, today announced that users of its MSP Anywhere™ powered version of Take Control can now access Mac® devices remotely. This latest release allows IT pros to provide full support to their Mac customers in the same way as Windows® users.

MSP Anywhere allows IT service providers to remotely connect to machines to solve IT issues quickly and easily. It gives the ability to connect quickly to a machine, open live chat with customers, transfer sessions to other technicians, ask questions in group chat or silently transfer files in the background without disturbing customers.

This enhancement enables MSPs to provide Mac users full access to comprehensive features such as executive reports, LOGICcards and use of real-time architecture to:

  • View actions related to checks in real-time
  • Deploy user-defined scripts generally in just a few minutes instead of waiting two check cycles to view results
  • Upload real-time results to the dashboard – checks added or edited will be applied and run immediately
  • Monitor critical Mac devices on a faster cycle and be alerted more quickly in the event checks fail; 24/7 check frequency can now be set to 5, 15, 30, 60 and 120 minutes for servers and workstations

“This is a significant milestone for Mac support at SolarWinds MSP and is arguably the most important one,” said Brian Best, SolarWinds MSP strategist for Apple®. “This update empowers MSPs who support the Mac platform and is a great opportunity for them to grow their business. It also opens the door for everything we want to bring to the market for Mac support in 2017, and beyond.”

About SolarWinds MSP

SolarWinds MSP empowers MSPs of every size and scale worldwide to create highly efficient and profitable businesses that drive a measurable competitive advantage.  Integrated solutions including automation, security, and network and service management—both on-premises and in the cloud, backed by actionable data insights, help MSPs get the job done easier and faster. SolarWinds MSP helps MSPs focus on what matters most—meeting their SLAs and creating a profitable business. For more information, visit www.solarwindsmsp.com.

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Rete certificata, rete velocizzata!

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Andrea Monguzzi  27/12/2016

Recentemente ho acquisito un nuovo cliente al quale “ho fatto il filo” per parecchio tempo. Quando, finalmente, sono riuscito ad ottenere un appuntamento per rompere il ghiaccio, tra le altre cose siamo finiti a parlare delle prestazioni della rete. Mi sono state segnalate alcune anomalie, quindi il primo intervento che ho voluto fare è stato quello di analizzare la rete con un certificatore e rilevarne eventuali magagne.

In realtà le prime magagne sono emerse ad un esame visivo. In pratica il cliente ha gli uffici dislocati su tre piani, e l’armadi principale si trova in un locale seminterrato. Accanto all’armadio del cablaggio c’è quello dei server, collegati direttamente agli switch tramite cavo di rete. Ed è proprio analizzando gli switch che noto qualcosa di “particolare”. Nonostante le macchine del cliente siano tutte abbastanza recenti, nell’armadio principale sono presenti due switch di cui uno gigabit (1000Mbit) e uno fast ethernet (100Mbps!!). In pratica metà della rete del cliente è strozzata da uno switch che è 10 volte più lento dell’altro.

Qualcuno diceva che a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Decido quindi di capire quali sono gli apparati collegati allo switch lento, e indovina un po’ cosa scopro? Il primo e il secondo piano sono collegati allo switch a 100 Mbps! In pratica due piani dello stabile (circa una quindicina di postazioni), stanno lavorando all’interno del collo di bottiglia.

Ovviamente il primo pensiero è quello di scollegare il cavo dallo switch 100Mbps e spostarlo su quello gigabit. Procedo e, dopo qualche istante, comincio a sentire le lamentele degli utenti dei piani interessati. La rete è instabile, il collegamento con il server si perde di continuo… Insomma, situazione altalenante.

Controllo lo switch e, in effetti, il collegamento viene segnalato come 100Mbps anziché 1000, nonostante gli switch ai piani siano tutti gigabit.

Sospetto, tremendo sospetto!

Effettuo un test con il certificatore, analizzando il cavo che funge da dorsale tra i piani, e indovina cosa scopro? Il test fallisce! In pratica i piani sono collegati al centro stella tramite un cavo non funzionante (cablato male o “torturato” in fase di stesura), ed ecco svelato il mistero della rete instabile!!

Per inciso, un dubbio ci ha impadroniti una volta scoperto l’inghippo: il precedente fornitore sapeva di questo problema? I casi sono 3:

  1. Il fatto di aver collegato il cavo di rete allo switch lento è stato dettato da disattenzione;
  2. Il collegamento è stato spostato sullo switch veloce, ma ci si è accorti che la rete diventava instabile e quindi lo si è rimesso su quello lento;
  3. Nessuno si è posto nessun problema. Semplicemente il collegamento era sullo switch lento per un caso fortuito.

La morale della storia è comunque una. Quando si ha a che fare con una rete che presenta delle anomalie di funzionamento, spesso non serve scervellarsi per capire quale sia il processo del server che, nelle notti di luna piena, ma solo durante i giorni dispari, fa si che qualcosa non giri per il verso giusto. La soluzione è molto spesso al livello più basso della pila ISO/OSI, mentre in molte occasioni si tende a partire dalla cima ed investire una marea di tempo per scendere dal livello 7 al livello 1.

Qualche anno fa ho deciso di investire su un certificatore di rete proprio per questo motivo, per evitare di perdere tempo e farne perdere al cliente, e per poter rilasciare degli impianti “garantiti”, anche se in effetti il cablaggio è un settore che trattiamo marginalmente e spesso solo per evitarci problemi in una fase successiva.

Credo che le migliaia di euro investite siano state ben spese, e lo strumento ci ha tolto le castagne dal fuoco in diverse occasioni. Quella descritta nell’articolo di oggi è solo l’ultima di tante.

Quello che mi sento di consigliarti è di pretendere la certificazione dell’impianto, nel momento in cui commissioni questo tipo di lavori ad un’azienda specializzata. Si tratta di un documento che, nel corso degli anni, sarà utile per escludere a priori una serie di criticità e che, indubbiamente, ti consentirà di risparmiare tempo, denaro e mal di pancia.

Questa immagine mostra il test su uno dei cavi del cliente in questione. Per approfondire il significato dei singoli valori puoi dare un’occhiata a questa pagina su wikipedia: https://en.wikipedia.org/wiki/Copper_cable_certification

Se vuoi scambiare opinioni in merito, come al solito, qui sotto trovi una manciata di sistemi per metterti in contatto con me:

  • inviami una richiesta di contatto su LinkedIn, usando la mia mail a.monguzzi@andreamonguzzi.it

Articolo tratto da  https://www.linkedin.com/pulse/rete-certificata-velocizzata-andrea-monguzzi-?trk=prof-post

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Andrea Monguzzi : da oltre 18 anni affianca Aziende e Professionisti per problemi legati a sistemi informatici, backup e ripristino dati